Dazi di Trump potrebbero uccidere il PC gaming: il futuro sono le console?

Una svolta storica nel mondo dei videogiochi in seguito alla diffusione dei nuovi dazi doganali firmati dal presidente Donald Trump: è la fine del PC gaming?

Alla fine il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America sta mantenendo in parte quando promesso durante una delle campagne elettorali più aggressive degli ultimi anni per spodestare prima Biden e poi la Harris e vincere ancora una volta l’ufficio più ambito del pianeta.

Trump PC e PS6
Dazi di Trump potrebbero uccidere il PC gaming: il futuro sono le console? – Videogiochi.com

Tra le novità introdotte da Trump c’è una nuova e aggressiva politica di dazi doganali, pronta a colpire quasi qualsiasi bene provenga dall’esterno, in favore di un assetto volto a proteggere la produzione interna e i lavoratori americani. L’idea alla base è semplice: se è arrivato nel Paese su un aereo o una barca, allora deve pagare parecchio per superare la frontiera.

Mentre non sono ancora chiarissime le posizioni in merito all’Europa e anche verso l’Italia, con il governo Meloni che sta cercando di ingraziarsi il leader per provare a essere salvati da questa scure che farebbe malissimo ad alcune delle nostre eccellenze e ovviamente anche a tanti settori, la situazione con la Cina è molto tesa e i suoi effetti potrebbero sentirsi ovunque.

Trump e i dazi sulla Cina: tutto sta per aumentare e anche di molto

Il 4 febbraio 2025 Trump ha annunciato e ufficializzato un ulteriore tassa del 10% sui prodotti cinesi importanti nel suo Paese dopo i dazi già imposti nella sua ultima presidenza e non eliminati dall’amministrazione Biden. Un mese esatto dopo, il 4 marzo 2025 un altro 10% per un totale di dazi da pagare del 20%, una mazzata enorme per tutti i settori.

Prezzi GPU Nvidia
Trump e i dazi sulla Cina: tutto sta per aumentare e anche di molto – Videogiochi.com

E in particolare quello tech, hardware e quindi connesso anche ai videogiochi, che come sappiamo vedono la Cina come produttrice principale nel mondo. E già le prime grandi aziende si stanno muovendo per rispondere a questa manovra alzando i prezzi, come ha fatto il gigante HYTE, che ha annunciato un aumento aumenti anche del 20% su case, dissipatori e altre componenti hardware.

Sia chiaro, questi dazi doganali ulteriori riguardano soltanto i beni importati negli Stati Uniti d’America, non intaccano anche il mercato europeo e italiano, per cui non ci dovrebbero essere variazioni in merito alle dogane e alle spese extra per muovere una GPU dalla Cina a Roma, per esempio. Eppure l’effetto potrebbe farsi sentire.

Nulla infatti vieta a tutti i grandi marchi che producono hardware di ogni tipo, da Nvidia a AMD, passando per Intel e Snapdragon, solo per fare alcuni esempi noti, di aumentare i prezzi dei propri prodotti in tutto il mondo, dovendo far fronte ai problemi delle vendite sul mercato americano e all’inflazione cavalcante.

Dazi di Trump sulla Cina: anche in Europa potremmo risentirne e parecchio

Ecco quindi che pur senza essere governati da Trump i suoi dazi potrebbero riguardarci da vicino. In tal caso potrebbe essere ancora più conveniente rispetto al passato acquistare una console rispetto a un PC. Appena uscite le console infatti hanno sempre vantato un rapporto qualità-prezzo molto vantaggioso rispetto a una configurazione analoga come PC.

PS5 e PC
Dazi di Trump sulla Cina: anche in Europa potremmo risentirne e parecchio – Videogiochi.com

Se gli aumenti saranno diffusi e applicati anche in Europa, ecco che potremmo assistere a uno scenario in cui PS6 potrebbe certamente costare di più di quello che sarebbe costata in un mondo senza dazi di Trump, ma comunque meno della medesima configurazione come PC da gaming.

Questo perché è noto che Playstation, Xbox e Nintendo vendano i propri hardware in perdita, volendo poi monetizzare alla grande nel corso degli anni con la vendita di software (videogiochi, DLC, add-on per i videogiochi), servizi (Playstation Plus, Game Pass ecc) e quindi potendo ammortizzare meglio eventuali perdite immediate nel futuro.

Ad esempio all’inizio PS5 costava a Sony 450 dollari per essere prodotta, venduta al pubblico a 499 dollari, togliendo costi di spedizione, dazi vari e la fetta da dare ai rivenditori e ai negozi fisici, ecco che si parlava di una strategia in perdita forte. A proposito ci sono novità per Ghost of Yotei.

Provate a fare lo stesso ragionamento con un PC. Ogni casa deve guadagnare una singola volta da voi: Intel vendendovi il processore, Nvidia vendendovi la scheda grafica, Samsung con l’SSD, Corsair con le memorie RAM, MSI con l’alimentatore, Arctic con le ventole e così via.

Non possono certamente vendere in perdita i propri prodotti dato che non hanno un modello di business che permette loro di guadagnare sulla distanza dai vostri acquisti, a differenza delle console. Ecco quindi che Trump potrebbe davvero aver ucciso il PC gaming, che potrebbe diventare un mondo ancora più elitario ed esclusivo e soprattutto costosissimo, e infatti in Italia già da anni è un mercato che diventa sempre più piccolo in favore di Portatili da gaming (enormi sacrifici dal punto di vista hardware) e dei servizi in streaming come il GeForce Now di Nvidia.

Gestione cookie