Continua a pesare come un macigno l’assenza di un The Last of Us Parte 3 nel mondo dei videogiochi: le parole di Neil Druckmann.
Quella di The Last of Us è una delle IP più amate e importanti del mondo dei videogiochi, che da anni ormai si è incisa con forza e delicatezza nel cuore e nella mente di un numero enorme di appassionati al gaming. Con il primo capitolo abbiamo immediatamente notato come ci fosse qualcosa di unico, di speciale, di “oltre” rispetto a tanti altri videogiochi o opere simili.

Pur con i suoi tanti difetti e alcune scelte anacronistiche, il primo gioco ha dato via a quella che ora è una IP potentissima, tra le più forti di Playstation insieme a God of War. Poi c’è stato il secondo gioco, un titolo che ha diviso il pubblico come soltanto i più grandi slanci creativi riescono a fare. Qualcuno lo ha odiato e ancora oggi ne disprezza l’esistenza, altri lo hanno amato fin da subito.
Un pugno allo stomaco, un titiolo violento e cattivo, che non risparmia nulla al giocatore, The Last of Us Parte 2 è un prodotto eccezionale. E sono tantissimi che da anni ormai anelano un terzo gioco di una saga che da quel momento in poi ha sfornato soltanto remastered che non servivano affatto e un videogioco multiplayer che poi è stato cancellato da Playstation ancora prima di vedere una foto ufficiale. Ma perché non abbiamo ancora un The Last of Us Parte 3?
The Last of Us Parte 3 esisterà mai?
A giugno 2025 saranno esattamente 5 anni passati dall’uscita di The Last of Us Parte 2, un periodo piuttosto lungo, troppo per chi vorrebbe un sequel oggi stesso. Più volte Neil Druckmann, il numero uno di Naughty Dog nonché padre della serie, ha dribblato in ogni modo possibile domande troppo specifiche sull’argomento o anche soltanto di confermare se e quando ci sarà un terzo TLOU.

Nelle ultime ore il veterano dell’industria dei videogiochi è stato intervistato ai microfoni di IGN USA e ha parlato proprio di questa situazione e dell’attesa del pubblico per un nuovo capitolo della saga. “Non penso mai a giochi multipli, perché il titolo che sviluppiamo di volta in volta ci prende tutto”, ha rivelato facendo notare quindi che non ha mai tagliato pezzi di storia per creare più sequel, ma sempre dato tutto in ogni singolo videogioco. E a proposito di giochi attesi ora tutti sono arrabbiati con Playstation per un’esclusiva.
“Penso che ti porti sfortuna se inizi a pensare al sequel quando stai lavorando a un gioco”, ha detto, ammettendo però che già mentre stava sviluppando the Last of Us Parte 2 la sua mente rifletteva su un possibile seguito, su come sarebbe potuta proseguire la storia. “Ma io mi limito a pensare: “E se non dovessi mai farne un altro?’. Non sto conservando un’idea per il futuro“. Dobbiamo quindi solo sperare che ci sia ottimo materiale per un terzo gioco, intanto lo studio si concentrerà su Intergalactic: The Heretic Prophet.